SCRITTURA, SEGNI

Alle origini dell’hashtag

Molti dei simboli tipografici resi popolari da computer e internet provengono da una lunghissima storia, che trae origine dall’intreccio di segno e immagine e si sviluppa nell’evoluzione dei significati. Il testo di Keith Houston Shady Characters: The Secret Life of Punctuation, Symbols, & Other Typographical Marks (2013) racconta le storie di molti di essi.

Un esempio è il simbolo #, in Italia tradizionalmente “cancelletto” (di telefonica memoria), internazionalmente “octothorpe” e, più confidenzialmente – soprattutto grazie a software come Twitter – “hash” o “hashtag”. Le origini del “cancelletto” risalgono al XIV secolo e all’introduzione in scrittura dell’abbreviazione “lb”, che stava in latino per “libra pondo” (cioè “del peso di una libbra”). All’epoca degli amanuensi molte abbreviazioni testuali venivano dotate di una linea orizzontale che attraversava i caratteri ed è in questo modo che, a lungo andare e di semplificazione in semplificazione, “lb” divenne semplicemente “#” e così venne in seguito riprodotto in stampa. Lo studio di Houston lascia a ogni modo pieni di curiosità: la riscoperta del simbolo “#” nel XX secolo in relazione ai tastierini numerici dei telefoni meriterebbe di essere indagata, così come la sua possibile parentela con il virtualmente identico segno del “diesis” usato nella notazione musicale.

[ illustrazione: un esempio di “manicula”, altro segno tipografico di origini antiche ]

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