CINEMA, COMFORT, CONSAPEVOLEZZA, PERCEZIONE, SOCIETÀ

Praticare la scomodità

Due amici che parlano a cena: che cosa c’è di più normale e familiare? Perché farne un film, totalmente incentrato sulle discussioni e su primi piani dei volti, probabilmente destinato a risultare noioso per i più? Queste la domande che forse deve essersi posto il cineasta francese Louis Malle (1932-1995) di fronte alla sceneggiature propostagli dai due attori e registi teatrali Wallace Shawn e André Gregory.

Evidentemente, le risposte da lui trovate (o suggerite da Shawn e Gregory) devono essere state molto convincenti e c’è di che essergliene grati, perché con My Dinner with André (1981) Malle ci ha regalato un capolavoro – poco sconosciuto in Italia – che rappresenta un unicum all’interno del pur ampio filone dei film basati su un approccio teatrale, per la sua capacità di costruire una sorta di dialogo platonico cinematografico di grande profondità e valore per chiunque sia interessato a ragionare sul proprio posto nel mondo.

Tratto dalla già citata sceneggiatura scritta a quattro mani da Shawn e Gregory, di per sé un libro eccezionale, il film mette in scena una lunga conversazione dal taglio filosofico che prende le mosse da racconti di esperienze lavorative e personali – in larga parte autobiografiche – dei due attori, lo spirituale André (André Gregory) e il terreno Wally (Wallace Shawn), per costruire a poco a poco una riflessione generale sul senso della vita che non può lasciare indifferenti.

Uno dei passaggi più significativi del film è incentrato sul comfort e sulla critica del ruolo anestetizzante che esso riveste nei confronti della nostra percezione e consapevolezza. A partire da un apparentemente banale commento di Wally sulla piacevolezza di una coperta elettrica nel freddo inverno newyorkese, André costruisce una convincente argomentazione sull’importanza di praticare deliberatamente la scomodità per non rischiare di perdere contatto con ciò che più ci rende umani. Stare troppo comodi indebolisce l’acutezza dei nostri sensi e, alla lunga, ci allontana dalla costitutiva esperienza di essere parte del mondo. Ecco la scena in questione (in lingua inglese).

[ Illustrazione: fotogramma dal film My Dinner with André (1981) di Louis Malle ]

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